Papa Benedetto IX, colui che divenne papa tre volte - Un tap al dì

Papa Benedetto IX, colui che divenne papa tre volte
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Teofilatto III dei conti di Tuscolo, ovvero Papa Benedetto IX, è uno dei papi più controversi e corrotti della storia, diventato papa per ben tre volte.

È stato membro della potente famiglia dei conti di Tuscolo vicino Roma e ascese al papato intorno nel 1032, quando aveva circa vent’anni – per alcuni, era addirittura dodicenne, ma rimane un’informazione incerta –, grazie all’influenza del suo potente clan.

Papa Benedetto IX viene descritto dallo scrittore Raffaello Giovagnoli, forse traendo spunto da alcune incisioni del Platina, come una persona “dal viso oblungo, bianchissimo di pelle, pupille turchine, capelli biondi, riccioluti e un po’ stempiato, affetto da leggero strabismo e dal naso aquilino, ben rasato”.

A parte ciò, come il suo predecessore papa Clemente II, Benedetto IX non conduce una vita proprio ascetica, difatti uno dei suoi successori, Vittore III, lo definirà ladro e assassino, sottolineando come la chiesa avrebbe dovuto vergognarsi di aver avuto un papa del genere.

Anche il vescovo di Milano Ariberto lo criticherà, critiche dettate da motivazioni politiche più che da ragioni religiose. Difatti, il vescovo mira a trasformare la sua diocesi in una sorta di stato indipendente, soprattutto da Roma.

Ma non aveva messo in conto la caparbietà di Benedetto IX e anche dell’imperatore Corrado II, che da tempo aveva organizzato di ristabilire l’ordine in Italia, soffocando sul nascere alcuni aneliti indipendentisti, prima di tutto quelli milanesi, riaffermando l’autorità imperiale. Nel marzo 1038, il papa e l’imperatore stipulano un’alleanza a Spello.

Su richiesta di Corrado II, Benedetto IX scomunica il vescovo Ariberto mentre l’imperatore prosegue la discesa dello stivale per ristabilire l’ordine ma è destinata ad arrestarsi poco dopo a causa della peste che colpisce in parte l’esercito imperiale, costringendo Corrado II a rientrare in Germania.

Tra la fine del 1044 e gli inizi del 1045 il popolo, ormai stanco, insorge e dopo tre giorni di rivolta obbliga Benedetto IX a lasciare la città e a riparare a Monte Cavo. Venne così eletto papa il vescovo della Sabina Giovanni, appartenente alla potente famiglia dei Crescenzi e che prende il nome di Silvestro III.

Silvestro III ebbe un pontificato, secondo alcuni, illegittimo e che non durò nemmeno due mesi: avvenuta la solenne incoronazione il 20 gennaio 1045, l’appoggio popolare va scemando nel giro di poso mentre quello militare è del tutto assente. Alla fine, il 22 febbraio lascia Roma per ritornare nella sua Sabina, luogo in cui si sente molto più sicuro.

Ad aprile dello stesso anno, Benedetto IX ritorna a Roma dove si apre il suo secondo, brevissimo pontificato che termino il 1° maggio, giorno in cui decise inaspettatamente di abdicare in favore dell’arciprete di San Giovanni a Porta Latina, Giovanni dei Graziani, che fu incoronato col nome di Gregorio VI.

Il motivo principale di cedere il papato fu principalmente per il fascino dei soldi, ed in misura minore per la preoccupazione per la sua incolumità. Successivamente, si inserì alle motivazioni anche una più romantica che vuole Benedetto abbia rinunciato al papato per amore.

Ma Benedetto si pentì presto di aver lasciato il papato, ritornando a Roma per cercare di deporre Gregorio; con lui, anche Silvestro di ripresentò per sostenere le sue pretese. Per quanto concerne Gregorio, aver ottenuto la dignità pontificale tramite uno scambio in denaro indebolì fin dall’inizio il prestigio del nuovo papa, nonostante la fama di santità che aveva.

L’imperatore Enrico III, che aveva una gran voglia di riformare la Chiesa, approfittò della situazione per riunire il Concilio di Sutri nell’autunno 1046, invitando i tre papi a rispondere dell’accusa di simonia – cioè, la compravendita di cariche ecclesiastiche. Né Benedetto né Silvestro III si presentarono, mentre Gregorio VI ammise le sue colpe e venne deposto.

Al posto di Benedetto IX, che intanto era tornato per rivendicare i suoi diritti sul Soglio pontificio, venne eletto Suidgero vescovo di Bamberga come nuovo papa, che prese il nome di Clemente II e che depose nuovamente Benedetto.

Clemente II morì improvvisamente, così che Benedetto IX approfittò della sede vacante e dell’assenza dall’Italia dell’imperatore Enrico per salire nuovamente sul Soglio di Pietro, con al proprio fianco Guaimario di Salerno e di Bonifacio di Canossa.

L’imperatore Enrico III decise di nominare un nuovo pontefice. Il giorno di Natale del 1047, a Pöhlde (nell’attuale Bassa Sassonia), fu scelto Poppone di Bressanone. Per garantire un ingresso sicuro a Roma, l’imperatore incaricò Bonifacio di Canossa di accompagnarlo.

Nell’estate seguente, Poppone raggiunse l’Italia e fece il suo ingresso nella capitale; Benedetto IX, intanto, si rifugiò nei castelli della Sabina, lasciando libero il Laterano. Il 17 luglio 1048, Poppone fu ufficialmente consacrato con il nome di Damaso II. Benedetto IX, accusato di simonia, non si difese e fu scomunicato.

Dopo aver rinunciato definitivamente al papato, la figura di Benedetto IX — tornato a essere Teofilatto dei Conti di Tuscolo — scompare in gran parte dalle cronache storiche. Si sa però che, in seguito alla sua deposizione, non rimase passivo: anzi, si oppose apertamente a Leone IX, che era diventato papa il 2 febbraio 1049, successore di Damaso II, deceduto dopo appena 23 giorni di pontificato. Questa ribellione portò alla scomunica di Teofilatto nell’aprile dello stesso anno.

Dopo Leone IX, nel settembre 1054 fu eletto papa Vittore II (al secolo Gebhard di Eichstätt). Il nuovo pontefice, pur accettando l’incarico, chiese in preghiera la conversione spirituale del suo predecessore-rivale.

Teofilatto morì non molto tempo dopo, anche se né la data esatta né le circostanze della morte sono note. Si può affermare con certezza che era ancora in vita il 18 settembre 1055, giorno in cui risulta una donazione fatta da lui e dai suoi fratelli — tra cui Guido, padre del futuro Benedetto X — al monastero romano dei Santi Cosma e Damiano. Tuttavia, risulta già deceduto il 9 gennaio 1056, data in cui i suoi fratelli fecero celebrare 40 messe in suffragio della sua anima.

Nonostante la sua morte, la famiglia dei Conti di Tuscolo continuò a cercare di controllare il papato. Dopo la morte di Stefano IX nel 1058, tentarono di far eleggere Giovanni, cardinale vescovo di Velletri, che venne riconosciuto dalla Chiesa come antipapa con il nome di Benedetto X.

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